Terapia verbale: la malattia ti parla. Rispondile!

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terapia verbale

Stavo cercando un libro nella raccolta di pdf del mio PC, quando sono imbattuto in una guida relativa alla terapia verbale. Si tratta di una trattazione scritta da Alberto Porro, intitolata: “La parola come terapia”. Non ricordavo di averla scaricata ed ho deciso di celebrare la sorpresa leggendo rapidamente questo libro digitale.

Già in passato abbiamo tratato della terapia verbale della dottoressa Gabriella Mereu, in questo articolo.

La malattia spesso è causata da conflitti dal legame

I temi principali che contano nelle malattie sono i CONFLITTI DA LEGAME, di tipo affettivo o materiale (che tuttavia si esprimono sempre nello stesso sentimento primordiale), ed i CONFLITTI DA REPRESSIONE, da senso del dovere o sessuali. Ecco le modalità:

1. in relazione ad un legame (affetti protezione) [MADRE] o Paura dell’abbandono o Costrizione da legame (eccesso o difetto di legame)

2. in relazione ad una repressione (senso del dovere regole) [PADRE] o Repressione di tipo sessuale e da dovere (portata dalla religione, che è il braccio destro della politica). Dovere repressione

Il linguaggio della malattia che si esprime attraverso il dolore, sciatica, eruzione cutanea, un tumore o una paralisi è sempre lo stesso.


La malattia è causata da un Essere profondo dentro di noi

La malattia è causata da un essere profondo – superiore dentro di noi, forse un Dio immanente, che si esprime e ci fa capire attraverso la malattia! Così ad esempio le vertigini sono una malattia dove tutto gira intorno e viene agli individui che vogliono controllare affetti e cose materiali. Questo dio immanente fa girare tutto intorno come per dire “Ah! Vuoi controllare tutto? Ma se sono io che ti controllo e vuoi controllare tutto? Adesso ti faccio vedere: non riesci più a controllare nulla, nemmeno te stesso”. Basta dire questo al paziente anche solo per telefono che egli migliora o incassa.

La cura della malattia avviene con un’espressione verbale o una recitazone

La metafora può essere espressa fisicamente o recitata. E allo stesso modo la cura può essere una espressione verbale od una recitazione, perché l’inconscio recepisce entrambi. La recitazione è migliore ma è meno pratica ed immediata e non si può fare per telefono. Attraverso la recitazione il paziente prende coscienza al di là dei propri schemi in una realtà diversa che viene dimostrata all’inconscio. La terapia recitata l’ha scoperta e utilizzata Jodorowsky, che è un regista, mentre quella verbale l’ho utilizzata io che sono dentista…(Gabriella Mereu dixit).

La chiave è lasciare gli schemi e non voler controllare tutto

Questa terapia fa prendere coscienza di una realtà oltre agli schemi. Infatti le malattie sono date da schemi! Basta quindi fare cambiare lo schema al paziente che non ha più punti di riferimento e quindi può guarire. E’ molto differente dalla medicina ufficiale che vive e prospera creando degli schemi! Per lei l’uomo è una macchina che ha un guasto e deve quindi andare dal meccanico (la medicina ufficiale) per essere aggiustata. Ma se la macchina-uomo scopre che il guasto se l’è fatto da solo, potrà ripararselo da solo. Allora il potere di guarigione non ce l’avrà più il medico, ma il paziente stesso. E’ quello a cui voglio arrivare e si verifica nella quasi totalità dei casi, tranne che nella medicina d’urgenza, chirurgia d’urgenza .

I tremori: eccesso di controllo

Un altro sintomo da eccesso di controllo sono i TREMORI. Così come le VERTIGINI, anch’essi non si possono controllare! Si tratta di sintomi di avvertimento che precedono le paralisi. Un altro sintomo caratteristico di questo modo di vedere le cose è la RIGIDITA’ DEI TESSUTI, che altro non è che rigidità della coscienza. E’ presente nelle malattie croniche, sia che si tratti di forme da paralisi, Sclerosi a placche, SLA, Parkinson o altre forme neurologiche, che indicano che c’è sempre sottostantemente un atteggiamento spastico che indica la rigidità della persone. Questo significa che l’individuo ha l’anima, il sentimento e le emozioni imbrigliate da schemi che non lasciano libera l’anima. Fissa la sua rigidità nella patologia ma non sa in che cosa è rigido: quando lo capisce lascia andare la patologia. Anche il tumore o l’artrite reumatoide fissano un atteggiamento rigido. Si tratta di malattie che non cura nessuno! Vanno avanti per anni a curarsi… ma la cura deve durare una volta sola!

L’osservatore influenza l’osservato

Ciò si verifica anche in certe relazioni espresse da paralisi dove il coniuge, o qualcuno della famiglia, quello che si prende cura del malato, lo influenza negativamente, contribuendo alla permanenza dello status di infermo. Potremmo dire che, in un certo senso, il familiare che si prende cura del malato, sia il suo aguzzino, che gli trasmette attraverso messaggi inconsci, qualcosa che gli imprigiona l’anima, attraverso degli schemi che sono la causa della sua malattia!


 

La SLA è una malattia da giudizio

Questo l’ho visto in una SLA. La SLA è una malattia con prognosi infausta a 2-3 anni, nel quale il primo organo colpito è l’indice. L’indice è il giudizio. E ciò indicherebbe che c’è qualcuno da cui il paziente si sente misurato e giudicato secondo criteri di pensiero, di mente, ma non di anima e sentimento. Quindi si sente imprigionato in questo ruolo dal coniuge o famigliare, senza amore, ma solo con critica!

Una coppia di cui lui ha la SLA. Lei parlava sempre di suo marito come se fosse una martire, una vittima della situazione e lo imprigionava in questo schema. Lei decideva per lui, lo incarcerava, ma si considerava una vittima, succube della situazione, mentre in realtà era il carnefice del marito. Lui è morto. Interpretazione. Inconsciamente e nel pieno della legalità, approvata dalla gente, lei ha ucciso il marito.

 

Fonte:
Alberto Porro, “La parola come terapia”

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.