Il secondo rito tibetano

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Nei precedenti articoli abbiamo trattato i 5 tibetani e, nello specifico, il primo di questi fantastici esercizi che promettono un radicale ringiovanimento del corpo.

Nel post di oggi andiamo a vedere il secondo rito di questa sequenza. Pronti?? Seguitemi!

Il secondo rito tibetano

secondo tibetano La posizione di partenza è supini, braccia lungo il corpo, palmo delle mani rivolto a terra e dita unite. Inspirando sollevare la testa e portare il mento allo sterno. Contemporaneamente sollevare le gambe tese a 90 gradi, piedi a martello senza alzare il bacino. Espirando riportare a terra gambe e testa. Chi è particolarmente sciolto può applicare la variante dell’aratro, portando le gambe tese verso il capo. E’ importante non inarcare la schiena a livello lombare quando le gambe vengono sollevate.

Possiamo accompagnare questo rito con un pensiero di potenza “offro carica e forza ad ogni cellula  del mio corpo”.

Arriviamo a 21 ripetizioni

Come in ciascuno dei 5 tibetani, anche in questo secondo esercizio, cominciamo con poche ripetizioni, 3 o 5. Di volta in volta potremmo aggiungerne un paio, arrivando finalmente alla fatidica quota 21, che rappresenta il numero ideale di ripetizioni quotidiane.

I benefici del secondo tibetano

Il Secondo Tibetano rafforza l’addome, le braccia e le gambe. Ha un effetto sedativo (in senso energetico) sulla tiroide, le ghiandole surrenali, i reni, l’apparato digerente, e l’apparato riproduttivo. Regola il flusso mestruale e linfatico, tonifica la circolazione cardiaca e la respirazione. Agisce sui primi cinque chakra, dalla radice alla gola.


Ecco un video per poter vedere la corretta esecuzione del secondo rito tibetano:

Fonti:
http://www.cure-naturali.it/tecniche-energetiche/cinque-riti-tibetani/45/2/f

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.