Il quarto tibetano: il ponte

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quarto tibetano

Dopo aver visto il primo, il secondo ed il terzo, oggi è il turno del quarto rito tibetano.

Il ponte

La posizione di partenza è seduti a terra, gambe distese e leggermente divaricate, piedi a martello. Braccia lungo i fianchi e mani appoggiate a terra parallele al bacino, busto eretto, collo flesso in avanti con il mento allo sterno. Inspirando fare peso sulle mani e sui talloni sollevare il bacino, flettere le gambe, quarto tibetanostendere indietro il busto e la testa, tanto da creare un allineamento orizzontale di cosce, busto e capo, senza inarcare la schiena. In questa posizione tendere tutti i muscoli coinvolti. Espirando ritornare nella posizione iniziale seduti a terra.

Raggiugiamo le 21 ripetizioni

Come già visto per il primo, il secondo e per il terzo tibetano, è consigliabile partire con 3 o 5 ripetizioni quotidiane di questo esercizio. Poco a poco, aggiungendone un paio al giorno, si dovrebbe arrivare al numero ottimale di 21 al dì.

Il pensiero di accompagnamento

Possiamo accompagnare questo rito con un pensiero vitale “la forza della vita pulsa dentro di me”.


Benefici del quarto tibetano

Il Quarto Tibetano stimola la tiroide, l’apparato digerente, l’apparato riproduttivo, la circolazione cardiaca e linfatica e rende più profonda la respirazione. Rafforza addome, cosce, braccia e spalle. Accelera il movimento di tutti i chakra.

Ecco un pratico video della bellissima Jill Cooper per meglio comprendere la tecnica del quarto rito tibetano.


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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.