Una società matriarcale dove il matrimonio, la gelosia e la prostituzione non esistono 2/2

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Riprendiamo il discorso lasciato in sospeso nel precedente post, riguardante la società dei Moso. Queste informazioni sono prese dal libro Benvenuti nel paese delle donne di Francesca Rosati Freeman. Qui di seguito capiremo perchè i Moso possono fare a meno del matrimonio, della gelosia e della prostituzione.

I Moso non hanno bisogno del matrimonio
Alla base del solidissimo sistema dei Moso sta l’assoluta residualità del matrimonio, e la prevalenza di unioni itineranti, unioni stabili ma limitate nel tempo, basate principalmente sull’amore reciproco e sul desiderio sessuale.
I Moso non hanno bisogno del matrimonio per riprodursi dal punto di vista economico, come da quello biologico. L’unione itinerante è una unione soltanto affettiva e sessuale, e il passaggio delle proprietà segue delle strade del tutto diverse all’interno della famiglia. Questa è composta dalla madre che convive con la propria madre, i propri fratelli ed i propri figli. Grazie alla convivenza di sorelle e fratelli, nessun bambino è mai privato di una figura maschile di riferimento con funzione e responsabilità paterne, rappresentata dallo zio materno e, nello stesso tempo, nessun uomo è privato della sua funzione di padre anche se non ha figli propri.
Il sistema, tuttavia, è lontano dall’essere perfetto e dal risolvere in maniera competa i problemi d’amore, quell’amore che Platone chiamò Eros, quell’amore che tende sempre a cercare ciò di cui è privo. Quel che manca ai Moso può essere la monogamia: mella relatà accade che in quel sistema a pluralità di partners venga inserita la monogamia e la fedeltà, per il tempo non eterno, ma limitato , della durata di un amore; non diversamente da come nelle nostre relazioni amorose dalle regole monogamiche si affaccia la pluralità di partners, simultanea od in successione.

I Moso deplorano la gelosia
Anche presso i Moso, tutti cercano il grande amore e quando lo trovano, hanno voglia di mantenerlo. Tuttavia, nei conflitti amorosi la tolleranza ha di solito il sopravvento sulla gelosia, che è un sentimento ed una pratica deplorata socialmente. Colui o colei che manifesta gelosia non solo viene burlato, ma è accusato dalla società di trasgredire le regole. È la libertà sessuale ad essere un’istituzione per i Moso; venire alle mani, mostrare l’esercizio di atti di violenza causati dalla possessività o dall’infelicità amorosa mette a rischio di “perdere la faccia” e di essere biasimati da vicini e conoscenti, in una società basata sul ritegno, sull’autocontrollo, sul pudore e l’introiezione dei propri sentimenti.

La società dei Moso non è tuttavia un matriarcato puro
Una società affascinante che è una sfida costante alla solidità dei valori delle società patriarcali dell’oriente e dell’occidente, ma non un matriarcato del tutto compiuto se, per matriarcato, si intende una società con l’inclusione del potere politico alle dabu o matriarche. Né oggi che i cinesi Han hanno introdotto le proprie istituzioni sociali (tra cui il matrimonio) e politiche, né nel passato della tradizione, quando i Moso erano isolati dal resto del mondo per la maggior parte del tempo, la forma di matriarcato di questa popolazione ha incluso anche la politica. Il potere e la rappresentanza della comunità sono stati e sono maschili, passando, nel periodo del feudalesimo e fino alla rivoluzione maoista, per la discendenza legittima nata dalle unioni coniugali, quando i matrimoni erano rari e riservati alle elite, mentre le unioni itineranti erano diffuse e radicate tra le popolazioni di pastori o di coltivatori.

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er le donne Moso la libertà sessuale è un’istituzione: essa è assolutamente compatibile con il loro sistema familiare che non contempla il matrimonio. Questa libertà è stata travisata, soprattutto a causa delle agenzie di viaggio cinesi che hanno bollinato questa tendenza come vero e proprio libertinaggio, diffondendo un’immagine delle donne moso che non corrisponde affatto alla relatà per alimentare un turismo maschile a sfondo sessuale verso questa zona.
In realtà le donne moso possono avere relazioni stabili che durano diversi anni, talvolta tutta la vita. La cosiddetta “unione itinerante” è, per i Moso, un’unione molto seria: anche se le coppie non si possiedono, ciò non significa che i Moso cambino partner ogni sera. I rapporti tendono ad essere di lunga durata, e quando le coppie non si amano più, la separazione avviene senza drammi. Le relazioni con gli stranieri non sono vietate, ma non sono certamente ben viste.

Nel suo libro Benvenuti nel paese delle donne, l’autrice Francesca Rosati Freeman riporta di aver chiesto a alcune persone se esista la prostituzione: i giovani sono categorici nell’affermare di no. Una donna ha risposto che in questo paese la prostituzione non ha ragione di esistere: i rapporti sono liberi e se non funziona con una persona, funzionerà certamente con qualcun altro.

L’omosessualità pare sia sconosciuta in questa società
All’autrice del libro sopracitato, risulta molto difficile rispondere alla domanda se in questa società esista l’omosessualità, in quanto i Moso non sanno nemmeno cosa significhi. L’autrice riporta il caso di un giovane che fino a quando non è andato a vivere a Lijiang per completare i suoi studi non aveva mai sentito parlare di omosessualità. Naturalmente un popolo che usa tanta discrezione nelle relazioni eterosessuali, lo farà ancor di più in quelle omosessuali, che fino al 2001 venivano considerate frutto di malattie mentali. Ma è anche vero che dal momento che i moso non si fanno problemi ad esprimere la loro libertà sessuale, dovrebbero essere altrettanto disinvolti nell’esprimere l’omosessualità. Non esistono tuttavia studi sull’argomento.

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.