Una società matriarcale dove il matrimonio, la gelosia e la prostituzione non esistono 1/2

144

“Chi sarebbe disposto a mettere il suo stipendio nelle mani della nonna perchè lo amministri? Quale uomo accetterebbe di mantenere i figli delle sue sorelle invece dei propri? Quale società, quale governo, quale religione accetterebbe di eliminare la struttura della famiglia tradizionale? E chi sarebbe d’accordo nel sostituire l’istituzione del matrimonio con un sistema basato sulla libertà sessuale in cui la donna decide senza pressioni di alcun tipo con chi passare la notte e quando avere figli?


Questo è il mondo dei Moso, un sistema sociale reale, vivo, contemporaneo nel quale sono rovesciati i valori su cui sono costruite tutte le nostre società. Un sistema che non produce i conflitti e le violenze tra i sessi che il senso comune generalmente attribuisce alla natura umana.
Parliamo dei Moso, una popolazione del sud-ovest della Cina, non distante dal Tibet, sulle pendici dell’HimAcquista Online su SorgenteNatura.italaya a 2700 mt di altitudine. Cos’ha di particolare questa società? La società dei Moso ha tutto quel che serve per sfidare i pilastri dell’antropologia, che hanno affermato che la famiglia nucleare è un’istituzione universale. E per sfidare l’ambizione di universalità del patriarcato. Le popolazioni Moso posseggono istituzioni sociali costruite sulle fondamenta di una società matrifocale, che ha come centro, cioè, la relazione materna (nulla a che vedere, sia ben chiaro, la relazione materna dei mammoni italici, che stanno in casa fino a cinquant’anni per una sorta di morboso amore verso la madre, ragion per cui non riescono a rendersi indipendente da essa e dalla casa genitoriale). In aggiunta, la società Moso è matrilineare, ovvero costruisce e riconosce la parentela attaverso una catena di discendenza femminile, opposta quindi al concetto di agnazione, che è il legame tra i discendenti maschi dello stesso antenato. In questa società non esiste il conflitto originario e permanente delle società patriarcali, il conflitto tra l’agnazione e la cognazione, cioè tra la parentela di sangue, maschile e la parentela civile, acquisita anche attraverso il matrimonio e dunque anche attraverso le donne; due sistemi in perenne competizione tra loro. Presso i Moso, semplicemente, la cognazione non esiste perché non esiste il matrimonio. E potrebbe anche essere vero il contrario: l’assenza del “fattore patriarcale” ha implicato l’assenza sia della cognazione, sia del matrimonio. La discendenza riconosciuta infatti è soltanto quella biologica, dalla madre ai figli; la loro concezione tradizionale della biologia della riproduzione è opposta alla nostra, fondata sulla visione aristotelica della generazione, secondo la quale la femmina è materia passiva cui il maschio attivamente infonde la forma. Per i Moso, al contrario, il seme paterno ha soltanto la funzione di “innaffiare” il grembo della madre. Per questo motivo, presso di loro, non esistono neppure due ulteriori problemi che hanno dilaniato, nel corso della storia, le altre società: quello della legittimità incerta della prole (la filiazione materna è sempre certa), e quello della trasmissione della proprietà, che altrove vede sempre il conflitto tra la possibilità di ereditare soltanto attraverso la catena di discendenza dell’agnazione, o piuttosto in maniera bilaterale, da parenti paterni e materni.

Come si vedrà meglio nel prossimo post, i Moso non hanno bisogno del matrimonio, in quanto esistono delle “unioni itineranti” che non sono per forza “eterne” e soprattutto, una volta giunte alla conclusione, i due partner si separano senza drammi. In un contesto del genere la gelosia, la prostituzione e l’omosessualità sono del tutto assenti.

La società dei Moso non è tuttavia un matriarcato puro
Una società affascinante che è una sfida costante alla solidità dei valori delle società patriarcali dell’oriente e dell’occidente, ma non un matriarcato del tutto compiuto se, per matriarcato, si intende una società con l’inclusione del potere politico alle dabu o matriarche. Né oggi che i cinesi Han hanno introdotto le proprie istituzioni sociali (tra cui il matrimonio) e politiche, né nel passato della tradizione, quando i Moso erano isolati dal resto del mondo per la maggior parte del tempo, la forma di matriarcato di questa popolazione ha incluso anche la politica. Il potere e la rappresentanza della comunità sono stati e sono maschili, passando, nel periodo del feudalesimo e fino alla rivoluzione maoista, per la discendenza legittima nata dalle unioni coniugali, quando i matrimoni erano rari e riservati alle elite, mentre le unioni itineranti erano diffuse e radicate tra le popolazioni di pastori o di coltivatori.”

Informazioni tratte dal libro Benvenuti nel paese delle donne di Francesca Rosati Freeman.

Per approfondimenti si rinvia a questo post.

SHARE
Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.