Una figura emergente nella cura della salute: lo “psico-nutrizionista”

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Sono stato attirato da alcune parole lette sul blog di Valdo Vaccaro in merito a quale sia la figura più adatta per aiutare i pazienti affetti da malattie anche gravi.
In questo post di Valdo viene riportata una intervista, apparsa sulla rivista Crudo Style di Aprile-Maggio 2018, a Marilù Mengoni, biologa nutrizionista. A questa è stata posta la seguente domanda: “Abbiamo forse bisogno di uno psicologo o di un nutrizionista per risolvere le tante patologie che continuano ad imperare?”. La Mengoni risponde che è ormai tempo di unire i due percorsi, per cui la figura dello psico-nutrizionista è quella più adatta in quanto conosce il valore dei nutrienti, conosce le condizioni ideali di salute per ogni età, conosce l’importanza dell’attività fisica e conosce nel contempo le altre importanti variabili sul piano mentale e spirituale.


Alcune patologie, per non dire tutte, hanno ripercussioni anche sulla sfera psicologica, sull’umore, su pensieri. Ad esempio, quando la glicemia si innalza repentinamente, si ha un picco di insulina. La grande quantità di insulina secreta dal pancreas fa sì che i livelli di glucosio nel sangue scendano in modo drammatico e questo provoca molta sete e un feroce desiderio di carboidrati concentrati e compensativi come la pasta, la pizza e i dolciumi. Si crea così una condizione di insulino-resistenza o sindrome X, oltre che una alterazione nei neurotrasmettitori. Tanti fanno ricorso non solo agli zuccheri sbagliati ma anche al caffè e alle cole, con incidenza negativa sull’umore, favorendo stati d’ansia, nervosismo, depressione e insonnia.
Lo psico-nutrizionista, dovrebbe conoscere queste dinamiche fisico-psicologiche e tenerne conto, in modo da guidare il paziente verso una guarigione totale. Non sempre i disagi psicologici, dunque, nascono da traumi, esperienze vissute, legami familiari malsani, etc, ma alcune volte derivano da uno scorretto apporto alimentare, che causa un disequilibrio generale al sistema.
Il nostro umore è legato, inoltre, all’equilibrio batterico nel nostro intestino. Se facciamo proliferare la schiera dei batteri anaerobi e disbiotici derivanti da proteine animali tutto ne risente, anche il nostro umore. Gran parte della serotonina, ormone del piacere e della felicità, viene prodotto al 90% nell’intestino, purché prevalgano i batteri aerobi e simbiotici, ovvero i batteri saprofiti derivanti da cibi vegetali. Corpo e mente non sono affatto staccati. Le nostre emozioni non sono affatto lontane da noi ma fanno al contrario parte della nostra quotidianità. Un corpo infiammato a causa di depravazioni alimentari significa anche mente annebbiata e pensieri infelici. Il nostro benessere emozionale dipende dallo stato di salute del nostro microbiota intestinale, quell’esercito di batteri che popolano il nostro intestino.

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.