Rinvigorire la sessualità con l’effetto biofilia, la potenza della natura

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Abbiamo già parlato del potere curativo della Natura in vari post, come in questo post, o in quest’altro dove abbiamo descritto la capacità del bosco e della foresta di guarire, e di come la Natura possegga in sè delle formidabili difese anticancro. Che il verde e le bellezze del Creato facciano bene si sà. Del resto, come abbiamo accennato nei su menzionati post, la sola vista del verde e degli alberi dalla finestra della camera di un ospedale, accelererebbe sensibilmente la guarigione dopo un intervento chirurgico e se i pazienti hanno la possibilità di visitare un giardino, il fabbisogno di antidolorifici e antidepressivi si riduce. Lo stress della vita quotidiana, del lavoro, delle incombenze famililari, le responsabilità, i doveri, le false convinzioni indotte dalla nostra società, il cemento, il traffico, il lavoro al chiuso, la vita di città, tutto questo ci fa decisamente allontanare dalla Natura e dai suoi ritmi. Non ci rendiamo nemmeno conto di quanto ci manchi questo contatto ancestrale con Madre Terra. Abbiamo tutti presente l’effetto rilassante e rinvigorente al tempo stesso che sentiamo quando arriviamo in riva al mare, oppure quando mettiamo piede dentro ad un bosco. Questo è l’effetto biofilia. Ma anche, semplicemente, dissodare la terra dell’orto con una zappa, oppure tagliare l’erba in giardino, anche questi semplici gesti ci riconnettono alla Natura.
Su questo non si discute. Ma che anche la sessualità tragga vantaggio dallo stare nella Natura non è così scontato ed è, forse, una novità.
A confermarlo è Clemens G. Arvay, biologo ed autore di numerosi best sellers, autore in particolare del libro Effetto Biofilia, edito in Italia da Macro Edizioni.

Nel suo libro descrive la testimonianza di Jonathan e Sonja, coniugi e compagni di vita da ormai più di 10 anni. Essi affermano che dopo la nascita del primogenito, hanno cominciato a sentirsi sempre più limitati nelle loro scelte, nella loro liberta d’agire. Certo la soddisfazione di essere diventati genitori è tanto grande, tanto che hanno generato anche un secondo bambino. Nonostante la gioia di essere diventati genitori, tuttavia, lo stress aumentava sempre di più e i loro momenti d’intimità diminuivano allo stesso ritmo! I rapporti sessuali calarono drasticamente e avevano come la sensazione di conoscere già tutto del rispettivo partner, tanto che il desiderio, ora, veniva meno. Una situazione sperimentata da milioni di coppie in tutto il mondo, direi. La routine del rapporto mortifica i sensi e la fantasia dell’Eros. Come porre quindi rimedio a questo problema?
La risposta arrivò loro da una terapeuta familiare, la quale consigliò loro di rifugiarsi regolarmente nella Natura, per salvare il matrimonio e, soprattutto, la loro vita sessuale. “Sono rimasto di sasso: davvero la soluzione era stata così semplice?”, afferma Jonathan. “Ma naturalmente il tutto non ruotava solo intorno al sesso. Grazie al bosco siamo riusciti a reintrodurre la passione nel nostro rapporto e sono grato alla terapeuta per questo suggerimento”. Prosegue Sonja: “Un weekend durante il quale mia madre badava ai bambini, ci siamo lasciati alle spalle la città per andare in campagna in bicicletta. Abbiamo pedalato lungo i viottoli e fra i campi. Era un’esperienza emozionante e non vedevamo l’ora di immergerci nella Natura. Abbiamo lasciato le biciclette ai margini del bosco per addentrarci a piedi. All’inizio era stata una normale passeggiata. Il bosco è abbastanza fuori mano e non si incontra nessuno, i sentieri sono in parte ricoperti di vegetazione. Nell’insieme, il bosco era un unico grande nascondiglio. Procedendo sempre diritto, avevamo raggiunto un punto in cui il bosco era articolarmente inselvatichito e fitto. Ci siamo tolti le scarpe ed abbiamo proseguito a piedi nudi. Il terreno era molto morbido per via del fogliame e sul bordo del sentiero potevamo perfino camminare su cuscini di muschio”. Proprio lì, in mezzo al bosco, il famigerato effetto biofilia, è entrato in azione. “Tutt’a un tratto non riuscivo a fare altro che pensare a quanto Sonja fosse bella e a come non vedessi l’ora di toccarla”, ha detto Jonathan. “Però ho aspettato”. Entrambi sono concordi nell’affermare che l’atmosfera in quel bosco era fantasticamente idilliaca, e Jonathan ha aggiunto: “Di solito non vado mai in giro scalzo, ma quel giorno mi è piaciuto molto farlo. Cercavo di sentire bene il suolo sotto i piedi, come ci aveva consigliato la nostra terapeuta famigliare. Ce ne stavamo in silenzio, concentrati sui nostri piedi nudi e sul contatto con il terreno. Era talmente rilassante che ho dimenticato tutte le preoccupazioni quotidiane. E alla curva successiva del terreno abbiamo semplicemente continuato a procedere nel fitto del bosco”. “Eravamo completamente circondati dal sottobosco, che si estendeva perfino sopra le nostre teste” […] “Nel bel mezzo di quella boscaglia eravamo arrivati ad una radura su cui si ergeva un faggio. Era un po’ storto e l’ombra gli aveva impedito di espandersi più di tanto in altezza, ma ai nostri occhi era parso comunque maestoso. Il luogo era magnifico e, per qualche minuto, ci siamo limitati ad ascoltare gli uccelli fra le chiome degli alberi”. Lì Sonja si era sentita al sicuro e inosservata: “Ho steso a terra una coperta e ci siamo seduti sotto al faggio. Quella boscaglia ci offriva privacy e protezione in abbondanza, nonostante fossimo all’aperto! Senza esitazione mi sono sfilata la T-shirt e ho appoggiato la schiena nuda al tronco dell’albero. Ho cominciato a muovermi lentamente su e giù per sentire la corteccia ruvida sulla pelle. Era decisamente piacevole, quasi come un massaggio, Mi godevo il contatto con l’albero”.

Jonathan, in principio un tantino scettico, poi si scioglie: “La nostra terapeuta ci aveva consigliato di trovare un albero di quel genere e percepirlo con tutti i nostri sensi. Mi sono quindi messo anche ad annusare la sua corteccia, una vera benedizione per il mio naso. L’albero emanava un profumo aromatico di legno e muschio. Solo dopo un po’ di tempo mi sono tolto la camicia. Spero di non sembrare ridicolo, ma ho abbracciato l’albero e l’ho percepito con tutto il torace. E’ stata un’esperienza insolita ed intensa, e ho rotto il ghiaccio!”.
“Mi sono alzata in piedi”, è intervenuta Sonja, ” e Jonahan mi ha fatto posto. Mi sono appoggiata al tronco con la schiena e Jonathan mi è venuto molto vicino e ha cinto con le sue braccia me e l’albero. Il tronco non era poi così grosso. Sentirmi toccare nello stesso tempo da Jonathan e dall’albero era un’esperienza molto forte: ero nuda dalla cintola in su e sentivo la pelle di Jonathan con tutta la parte anteriore del busto e la corteccia dell’albero sull’intera schiena. Ho alzato gli occhi verso la corteccia dell’albero e ho auto la sensazione di essermi fusa con quella possente creatura”.

Il weekend successivo avevano deciso di raggiungere il loro nascondiglio segreto, di nuovo. “Questa volta eravamo completamente nudi. Sapevamo che nessuno poteva vederci e che non avremmo dato fastidi a nessuno”, ha ricordato Sonja. “Ci siamo massaggiati a vicenda, cercando di mantenere il contatto con la natura anche attraverso la pelle. Di colpo tutte le carezze erano molto più intense del solito! Il momento in cui ci siamo lasciati andare pienamente e abbiamo ceduto agli impulsi dei nostri corpi è stato estatico. Non avevamo mai provato qualcosa di simile prima di allora!”. Le esperienze nella natura avevano via via aiutato Sonja e Jonathan a risvegliare una nuova passione, nonostante i due affermarono di non essere solo interessati ad avere rapporti sessuali nel bosco. “Spesso non succedeva niente”, ha spiegato Jonathan, “ma avevamo cominciato a vedere noi stessi ed i nostri corpi con occhi diversi. La natura ci aveva quindi aiutati ad introdurre nella nostra vita amorosa qualcosa di nuovo che ci era venuto a mancare. In primavera, in estate ed in autunno, torniamo sempre nel nostro luogo segreto, ma non esageriamo. Spesso a casa immaginiamo di essere nel nostro nascondiglio naturale”. I due ragazzi, affermano: “Quando siamo nella natura, abbiamo una percezione diversa dei nostri corpi, che in qualche modo vengono attivati e risultano più sensibili per via della presenza di un gran numero di impressioni sensoriali. Allora abbiamo la sensazione di essere parte della natura. Inoltre, questa esperienza ci ha aiutati a guardarci con altri occhi. In un ambiente naturale, accanto ad un albero, un corpo nudo ha un aspetto diverso dal solito, si fonde con la natura stessa. Trovo che abbia un valore estetico e per me è estremamente eccitante”. Jonathan ha aggiunto: “Ho iniziato a provare ancora più rispetto per il corpo di Sonja. Mi sono reso conto che fa parte della meraviglia della natura. Sì una meraviglia, proprio come quell’albero! Ho cominciato a notare molti altri particolari di Sonja che mi piacciono, nella natura ho percepito le sue forme molto più intensamente”.
“Anche a me è successa la stessa cosa”, ha confermato Sonja. “Inoltre, le imperfezioni fisiche spariscono: il proprio corpo e quello del proprio partner appaiono sotto una luce nuova. Ho imparato ad apprezzare la naturalezza e ad amare i nostri corpi così come sono”. I due erano anche concordi nell’affermare che in mezzo alla natura erano in grado di recepire ed accettare la loro sessualità senza inibizioni e senza pensieri disturbanti. Erano riusciti a liberarla. “Non eravamo solo più rilassati, ma anche avvolti dalla sessualità che è alla base di tuta la natura”, ha proseguito Sonja. “Nel bosco la sessualità è qualcosa di assolutamente naturale e spontaneo: è una forza fondamentale della natura che rende possibile la vita. Nel bosco siamo riusciti a connetterci molto più facilmente con il nostro lato selvaggio, poichè l’ la selvatichezza della natura è onnipresente. Anche se qualcuno potrebbe forse giudicarci male, i nostri incontri sessuali nel nascondiglio all’interno del bosco non hanno nulla di indecente o di sporco, al contrario: sono pieni di rispetto e di venerazione, ed anche intensi come non lo erano mai stati prima. Per poterne parlare bisogna averlo sperimentato: è qualcosa di eslatante sentire la vicinanza della persona amata e percepire la natura sulla pelle, e poi guardare le maestose chiome degli alberi mentre tutto il proprio corpo freme. E’ semplicemente… fantastico!”. E Jonathan ha aggiunto annuendo: “Tutto risulta più intenso, proprio tutto!”.
Qualcuno potrebbe obiettare che questa esperienza per quanto verosimile e credibile, non è attuabile dai più, in quanto la vita odierna ci porta lontano dalla natura e possiamo goderne solo in rari momenti, tipo le vacanze estive o i weekend. Nulla di più falso. La risposta è semplice: è sufficiente un weekend in campeggio in una pineta al mare, in tenda, per ridestare quell’istinto primordiale che c’è in te. Non potrai fare più a meno di camminare scalzo e infilarti le scarpe alla fine del weekend diverrà un supplizio. Oppure concediti una gita in montagna dove ci siano prati verdi e fitti boschi. Non sto parlando dell’Himalaya, l’Italia è piena di posti del genere. Va benissimo anche la collina! Porta una bella copertina, un po’ di olio per massaggi e concediti di rlassarti profondamente nella natura con il tuo partner. Madre Natura farà il resto. Un tempo la chiamavano andare in camporella, abitudine che si sta perdendo. E allora che stai aspettando? Buona gita nel bosco! (FONTE: Effetto biofilia, Clemens G. Arvay, Macro Edizioni, Cesena, 2017).