Nè troppo Io, nè troppo Dio!

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Per stare bene è imporante fare le cose che ci piacciono, essere in armonia con noi stessi, coltivare le nostre passioni, i nostri interessi. E’ importante anche coltivare una sana spiritualità. Qualunque sia la fede che scegliamo, è importante coltivarla. Mi è rimasto impresso il film Mangia, prega, ama con Julia Roberts. Quando lei comincia a pregare, cambia tutto nella sua vita. Passa, però, da un estremo all’altro. In particolare, decide di partire per un viaggio per ritrovare sè stessa, dopo aver divorziato dal marito. Si dirige in Italia, dove si dà alla pazza gioia, tra cibo, svaghi, shopping sfrenato. Qui coltiva molto il suo lato più materiale. Poi viaggia alla volta dell’India, dove si rinchiude in un ashram a meditare e pregare tutto il giorno, servendo quindi il suo spirito. Infine, giunge a Bali, dove incontra un simpatico “maestro spirituale”, Ketut, il quale le spiega che per essere in equilibrio non deve eccedere con la meditazione, nè con i piacere materiali. La frase emblematica di tutto ciò è: “Nè troppo Io, nè troppo Dio!”. Questa frase racchiude tutto. Spiega a Julia Roberts che la mattina quando si sveglia dovrebbe meditare sorridendo, senza però eccedere con i tempi. Poi dovrebbe godersi le meraviglie naturalistiche di Bali. Parola d’ordine è equilibrio. La spiritualità non deve diventare una schiavitù, ma un mezzo per equilibrare la nostra vita, soprattutto nella nostra società dove c’è un eccesso di materialismo. Serve a bilanciare tutto ciò. La vita e la materia sono bellissime, non serve demonizzarle.
In un’ottica di salute e benessere, è importante trovare e mantenere questo equilibrio. La spiritualità al servizio della materialità e la materialità al servizio della spiritualità. L’equilibrio così raggiunto è un equilibrio psico-fisico che garantisce la salute e in caso di malattia pò favorire l’auto-guarigione, o comunque una migliore convivenza con il disagio.

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.