Natale, periodo di abbuffate. Ma se c’è armonia non fanno così male

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Giorni di festa, giorni di pandori, panettoni, capponi, dolci, grappe, pasticci. Non di certo giorni di dieta. Natale, S. Stefano e più in la, S. Silvestro sono giornate in cui notoriamente si mangia di più e si mangiano cibi ipercalorici, grassi, glicemici. Qualcuno si sta già preoccupando per i chili in più, peril pantalone che non si chiude, per la glicemia del sangue, per i trigliceridi, per il colesterolo. Ben più importante, a mio avviso, è il “clima” con cui si vive il Natale. L’atmosfera con cui si condivide questa festività con parenti e amici è ben più determinante del cibo che ingurgitiamo o meglio fagocitiamo in questi giorni di festività. “Natale con i tuoi”, recita l’adagio popolare. Volenti o nolenti, la maggior parte degli italiani sta trascorrendo questi Santi giorni con i propri famigliari. Ebbene sì, gli italiani sono sottoposti ad ardue prove tra suocere, genitori, parenti di vario ordine e grado. Molto spesso appare lampante che c’è un motivo se non ci si vede per un intero anno, al di là del Natale e della Pasqua. Questo per dire cosa? A mio avviso, il cibo intossicante che trangugiamo in questi giorni e l’eccesso di cibo passano in secondo piano. In primo piano emergono vecchie dinamiche famigliari che si tramandano da anni e che si trasmettono anche di generazione in generazione. Le tradizioni religiose più importanti ci dicono che i drammi famigliari, le malattie, e le varie dinamiche si trasmettono in via ereditaria fino a 7 generazioni. Vuol dire che le sette generazioni prima di me hanno contribuito a definire la mia persona, in tutto e per tutto. Figuriamoci, quindi, se mio padre o mia madre o mia nonna non abbiano influenza su di me. Ce l’hanno eccome. Il pranzo di Natale in famiglia è, dunque, un’ardua prova da superare per molti. Meglio non farsi troppo coinvolgere dalle dinamiche che possono emergere in questi “santi” frangenti e cerchiamo di ritrovare il nostro centro, una volta che ci siamo alzati dal banchetto natalizio.
E’ importante, dunque, stare in buona compagnia, con le persone che ci fanno stare bene, che ci capiscono e che ci aiutano.

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.