Le guarigioni attraverso la fede: Emiliano Tardif

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Navigando nel web, scopriamo che le guarigioni spontanee arrivano attraverso molteplici vie. Il digiuno, l’alimentazione vegetale, pratiche olistiche, medicine alternative, detox, integratori, etc. Arrivano anche attraverso la fede e la preghiera. Parlare di guarigioni e fede non è mai impresa facile. Troppo sottile, infatti, è il confine tra ciarlataneria e realtà dei fatti. Tuttavia, occorre fede anche nel credere alla fede. Un personaggio che ispira fiducia in tale ambito è un sacerdote nordamericano. Ispira fiducia in quanto per tutta la durata della sua attività non si è mai attribuito il merito di una sola guarigione, nonostante una moltitudine di persone abbia testimoniato pubblicamente di essere stata guarita dopo aver assistito ad una preghiera o una messa di guarigione del sacerdote in questione. Stiamo parlando di Padre Emiliano Tardif. Egli è stato un presbitero canadese della congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù. Attraverso le sue messe di guarigione, sono avvenute moltissime, appunto, guarigioni miracolose. Il sacerdote, che per molti anni visse e operò nella Repubblica Dominicana, non sarebbe stato un guaritore, bensì un mezzo attraverso cui Dio avrebbe agito. A detta sua, infatti, le guarigioni delle migliaia di persone che si sono dette risanate da Tardif, sono avvenute attraverso le sue preghiere, quindi attraverso Dio. Un giorno un giornalista colombiano gli chiese: “Lei compie miracoli?”. Rispose: “Niente affatto! E’ molto semplice: io prego e Gesù guarisce”. Questo è lo spirito con cui ha operato per una vita intera. In sostanza, sono delle auto-guarigioni ad opera di Dio.

Riporto qui di seguito alcune testimonianze di guarigione ad opera delle preghiere di Emiliano Tardif.

TESTIMONIANZA DI AUTO-GUARIGIONE DA LESIONE CEREBRALE (tratta da http://www.acsss.it/miracoli-e-guarigioni/)
Una guarigione miracolosa fu quella di Anita Siu de Sheffer. Qui il Signore fece ciò che la scienza medica non avrebbe potuto fare. In occasione di un’incidente automobilistico, avvenuto dieci anni prima a Santiago del Cile, una lesione cerebrale le aveva fatto perdere completamente il gusto e l’odorato. Appartenendo a un ceto sociale elevato, fu curata nei migliori ospedali degli Stati Uniti con speranza di ricuperare la salute. Dopo esami e terapie, i medici le dissero dell’impossibilità di un’intervento perché le fibre di trasmissione di queste funzioni sono più sottili di un capello. Testualmente le avevano detto che « solo un miracolo » le poteva far ricuperare i due sensi. Ella aveva perso la speranza di poter gustare i sapori e di sentire profumi e fiori.
Durante la Messa di guarigione per i malati a Panama, il Signore ci diede diverse parole di conoscenza di ciò che stava compiendo nell’assemblea. Una di esse diceva così.
« C’è qui una signora che soffre d’una malattia molto seria. Sarà guarita nel corso della notte e domani stesso ci darà testimonianza della sua totale guarigione ».
Il giorno seguente. Anita si rese conto che aveva riacquistato il suo odorato. Si svegliò col soave odore di rose che stavano presso la finestra e l’aroma del caffè della cucina. Saltò dal letto e raccontò l’avvenimento meraviglioso a suo marito. Fece colazione con le lacrime agli occhi e si rese subito conto che per la prima volta dopo l’incidente potava gustare gli alimenti. Quello che non poteva fare nessun medico di questo mondo, l’aveva fatto il Signore Gesù, padrone dell’impossibile!
Poi, piangendo di gioia, disse a tutta l’assemblea:
« Io ho due bambini, ma non avevo mai potuto sentire il loro odore. Voi mamme, voi, lo sapete cosa significhi sentir l’odore del proprio bambino. Ebbene, questa mattina, io mi sono avvicinata a loro, li ho abbracciati e ho cominciato a sentire dolcemente il loro odore ».

TESTIMONIANZA DI AUTO-GUARIGIONE DA ARTRITE REUMATOIDE (tratto da http://www.acsss.it/miracoli-e-guarigioni/)
« Soffrivo di artrite reumatoide che cominciò nell’ottobre scorso, con forti dolori ai malleoli, alle ginocchia e ai polsi e una stanchezza generale. È una malattia che non si deve confondere con l’artrite o il reumatismo, mali di persone di una certa età, senza gravi conseguenze. L’artrite reumatoide non si sa da dove proviene e come si possa curare. Attacca le articolazioni producendo un dolore terribile e l’organismo s’irrigidisce; il corpo si va indurendo, deformando e, generalmente, si finisce su una sedie a rotelle. Non pensando a niente di grave, ricorsi al medico il quale mi fece fare delle analisi, che diedero come risultato « artrite positiva », artritest era la causa del mio male.
La dottoressa che mi aveva fatto le analisi mi raccomandò di andare negli Stati Uniti per un trattamento. Nel centro artritico dove fui curata, rimasi impressionata alla vista delle persone che si trovavano nelle diverse fasi della malattia. Il dott. Alfonso Portuondo, uno specialista, confermò la diagnosi e mi disse che questa malattia era incurabile. L’unica cosa che si poteva fare era di renderla stazionaria, con sali d’oro. Questo rimedio comporta delle conseguenze negative che non tardarono a farsi sentire: ebbi gonfiori per tutto il corpo persi i capelli e le unghie dei piedi. Mi diminuirono le piastrine e i globuli bianchi. In quel tempo quando il medicamento mi stava recando danni venne in Paraguay il p. Emiliano Tardif. Lo ascoltai la prima volta nella chiesa di sant’Alfonso. Al momento della guarigione, sentii che il mio cuore esplodeva; batteva così forte che ne sentivo i palpiti. La seconda volta fu nella chiesa di Coronel Oviedo.
Di nuovo, al momento della preghiera di guarigione, sentii un tremito per tutto il corpo. Il padre disse che in quel momento due donne affette da artrite stavano guarendo e le invitò a inginocchiarsi. In verità io non ebbi il coraggio di farlo, perché non ero convinta che si trattasse di me e non credevo a questo tipo di guarigioni, forse per mancanza di fede.
Andai ad una terza messa. Allora i miei dolori erano spariti e non prendevo più medicine. Lo costatò mia madre e sr. Margherita Prince il giorno della partenza del p. Emiliano; e di nuovo all’aeroporto, assieme al p. Andrea Car, fece una preghiera di guarigione su di me. Terminando mi disse: « Non dire più: — ho l’artrite —, ma: — l’avevo —, perché sei guarita ». I dolori sparirono e non presi più medicine (prima ero arrivata a prendere dodici ascriptin al giorno e a subire iniezioni settimanali di sali di oro). Rifeci le analisi e costatai che ero realmente guarita. Il dott. Nicola Breuer, molto credente, che si occupava di me ad Asunciòn, mi disse: « Bisogna ammettere che oltre la scienza, esiste Qualcuno più in alto a cui niente è impossibile».
Come mi hanno spiegato i medici, la persona che soffre di questa malattia, anche nell’ipotesi della sua guarigione non perde mai l’artritest: è come un marchio che le rimane per tutta la vita. È come il malato che ha avuto un infarto: gli resta la cicatrice nel cuore. Tuttavia, confrontando le analisi che mi hanno fatto, si può vedere che sono guarita e che sono sparite le tracce dell’artritest. La sola spiegazione che si può dare di tutto questo è che si tratti d’un miracolo di Dio ».

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.