La malattia è mia o dei miei genitori?

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Stamattina stavo ragionando su questo: su come nasce la malattia “ereditaria”. Pensavo che nella maggior parte dei casi non sia genetica, e che l’ereditarietà non dipenda da una predisposizione organica o fisica. Poi sono uscito e parlando con una persona, lei mi racconta un episodio che era proprio calzante a riguardo. Mi ha raccontato che in un momento di difficoltà in famiglia, dove i genitori avevano un groppo alla gola per delle cose che non si sono dette, la loro bambina aveva sviluppato un mal di gola potente. Poi, una volta che la madre ha sciolto questo nodo alla gola, esternando con la parola il suo stato d’animo, la bambina è guarita e non si è più “ammalata”. Questo racconto mi ha confermato che in molti casi, la malattia, soprattutto nei bambini, è “solo” una manifestazione di un disagio che loro avvertono nell’ambiente di relazione in cui vivono, la famiglia.
Il dott. Bruce Lipton, nel suo libro La biologia delle credenze, sostiene che i geni contano solo il 2 o 3 % sulle malattie cosiddette “genetiche” e che il resto sia dovuto all’influenza dell’ambiente che ci circonda. Credo che sia così. Non sono ereditarie le malattie, ma bensì le abitudini. Il rapporto genitore-figlio è un gran veicolo di trasmissione di informazioni, abitudini, paure, angosce, modi di dire, modi di pensare. Ognuno di noi dovrebbe chiedersi: “Ma questo sono io o è mio padre/mia madre? La mia malattia è mia o è di qualcun altro appartenente al mio albero genealogico?” Un giorno, assistendo ad una conferenza di uno psicologo mi rimase impressa una frase che disse. Consigliò ad una signora che si era ammalata di depressione di preparare un bel pacco con dentro la sua malattia (la depressione) e rispedirla al suo legittimo proprietario, cioè la madre. Quella depressione non era sua ma di sua madre. Vivendo a stretto contatto con la genitrice ha assorbito tutte le sue paure, angosce, ansie, turbamenti e ha sviluppato la depressione. Fare il genitore è un atto di responsabilità non da poco. I nostri figli sono come spugne che assorbono tutto l’invisibile attorno a loro, fatto di emozioni, pensieri, parole. Questo “invisibile” può essere luminoso, nel caso sia fatto di amore, gioia, tranquillità, comprensione, aiuto reciproco, spiritualità. Oppure può essere tenebroso, se fatto di paura, controllo, iniquità, odio, ansia, angoscia. In quest’ultimo caso, il bambino (ma non solo lui) è più portato a sviluppare patologie.
Anche i nostri animali domestici sono molto sensibili all’energia che c’è in casa. Ho sentito un veterinario ad una conferenza sulle cure naturali per i nostri animali da compagnia, il quale ha parlato di un caso che gli è capitato nello svolgimento della sua attività professionale. Un signore con un cane è andato nel suo studio perché il cane aveva un fastidio all’orecchio. Dopo alcuni accertamenti si è scoperto che l’animale aveva un raro tumore. Gli è stato asportato ma purtroppo non ce l’ha fatta, è deceduto. Dopo un anno lo stesso signore si ripresenta con un cane uguale, della stessa razza del primo con lo stesso problema. Incredulo, il veterinario svolge gli stessi esami clinici per accertare se fosse un altro caso di tumore o fosse solo una coincidenza. Gli esami danno esito positivo. L’iter è stato lo stesso del primo cane: intervento chirurgico. Purtroppo nemmeno questa volta l’animale è sopravissuto. Il veterinario ha capito che c’era qualcosa di strano e che non poteva trattarsi di una semplice coincidenza. Alcuni anni dopo, il cliente torna nuovamente in studio con un terzo cane, uguale identico ai primi due. Anche questo presentava gli stessi sintomi degli altri. Gli accertamenti hanno evidenziato anche in questo caso un tumore all’orecchio. Il veterinario, che non credeva più al caso, comprese che i tre cani si erano presi carico della malattia del loro padrone e che, quindi si erano ammalati al suo posto. Infatti per diversi anni, il veterinario non vide più il cliente e venne a sapere, tramite un’altra persona, che il proprietario dei tre sventurati cani era venuto a mancare, a causa di un tumore all’orecchio, dello stesso tipo di quello che ha stroncato i tre “fidi”.
La lezione è chiara: quello che siamo influenza moltissimo chi ci sta intorno. A maggior ragione condiziona di più chi non può sottrarsi alla nostra influenza, come i nostri bambini e i nostri animali domestici. La responsabilità che abbiamo è grande. Anche chi è in una posizione di potere o, comunque, di responsabile di qualche organizzazione economica, ludica, associativa o quant’altro , influisce, nel bene e nel male su chi è nel suo raggio d’azione. Anche tra coniugi, innamorati, amici, fratelli, abbiamo l’obbligo morale di cercare di agire secondo le regole dell’amore e non della paura, della comunione anziché della competizione, dell’altruismo e non del mero egoismo. Genitori, insegnanti, allenatori, educatori, responsabili, capiufficio, presidenti di ogni ordine e grado AVETE UNA GRANDE RESPONSABILITA’!

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.