Il Sole che cura: fonte di Vita e di Salute

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Tempo di primavera, tempo di primo vero sole che finalmente comincia a scaldare le ossa, dopo un lungo, freddo ed umido inverno.
Oggi scrivo appollaiato sulla seggiola nel mio giardino e mi godo tutto il calore e la luce di questo meraviglioso astro. E’ proprio in questi giorni che si percepisce tutta la sua potenza. Il sole è la fonte della vita. Senza di esso, noi non esisteremmo, e nemmeno gli animali e le piante.
Della sua magnificenza se ne sono accorti tutti. L’umore è più alto, i pensieri sono più leggeri, più limpidi, i problemi sono più piccoli, e l’ottimismo vola. Tutto sembra più semplice, più realizzabile. La vita è più vita. Sembra quasi che non ci sia bisogno di altro.
Fin dall’alba dei tempi, del resto, l’elioterapia, ossia la cura del corpo e dell’anima attraverso l’esposizione ai raggi solari, viene utilizzata per risolvere numerosi disturbi.

Benefici dell’esposizione al sole
Le interazioni biologiche e fisiologiche che interessano gli effetti prodotti dall’esposizione al sole sono:

    • Metabolismo di calcio e vitamina D
    • Produzione di melanina
    • Regolazione del ritmo sonno-veglia
    • Mantenimento della temperatura corporea

Le patologie che traggono maggiore effetto benefico dalla terapia del sole sono: Psoriasi, vitiligine, acne, eczemi, rachitismo, reumatismo, osteoporosi, artrosi, asma bronchiale, anemie, linfatismo (aumento di volume di organi linfatici come risposta a malattia o drenaggio di tossine), depressione, ansia.
Anche chi gode di un buono stato di salute può sfruttare gli effetti positivi dell’elioterapia. L’esposizione alla luce del sole, infatti:

  • Attiva la circolazione ed induce un’efficace ossigenazione a livello tissutale (effetto trofico)
  • Stimola il metabolismo ed il sistema neurovegetativo
  • Promuove l’emopoiesi (favorisce la formazione e maturazione della parte corpuscolata del sangue)
  • Migliora l’efficienza fisica e mentale
  • Aumenta la capacità muscolare
  • Facilita l’eliminazione delle tossine attraverso la traspirazione cutanea.

Il Sole e la luce nelle religioni
Anche nelle religioni, il sole assume un ruolo di primo piano. Per certi versi, il sole è Dio o comunque il ruolo della luce è qualcosa di fonamentale nei testi sacri.
Emblematico è l’avvio stesso della Bibbia, che è pur sempre il «grande codice» della cultura occidentale: Wayy’omer ‘elohîm: Yehî ‘ôr. Wayyehî ‘ôr, «Dio disse: “Sia la luce!” e la luce fu!» (Genesi 1,3).
Anche nell’antica cultura egizia l’irradiarsi della luce accompagna la prAcquista Online su SorgenteNatura.itima alba cosmica, segnata da una grande ninfea che esce dalle acque primordiali generando il sole. Sarà soprattutto questo astro a diventare il cuore stesso della teologia dell’Egitto faraonico, in particolare con le divinità solari Amon e Aton. Quest’ultimo dio, con Amenofis IV-Akhnaton (XIV sec. a. C.), diventerà il centro di una specie di riforma monoteistica, cantata dallo stesso faraone in uno splendido Inno ad Aton, il disco solare: tale riforma, però, passerà come una meteora di breve durata nel cielo del tradizionale politeismo solare egizio.
Similmente l’arcaica teologia indiana dei Rig-Veda considerava la divinità creatrice Prajapati come un suono primordiale che esplodeva in una miriade di luci, di creature, di armonie. Non per nulla, in un altro movimento religioso originatosi in quella stessa terra, il suo grande fondatore assumerà il titolo sacrale di Buddha, che significa appunto «l’Illuminato». E, per giungere in epoche storiche più vicine a noi, anche l’Islam sceglierà la luce come simbolo teologico, tant’è vero che un’intera “sura” del Corano, la XXIV, sarà intitolata An-nûr, «la Luce». Al suo interno un versetto sarà destinato a un enorme successo e a un’intensa esegesi allegorica nella tradizione “sufi” (in particolare col pensatore mistico al-Ghazali nell’XI-XII sec.).
È il verso 35 che suona così: «Dio è luce in cielo e sulla terra. La sua luce è come quella di una lampada collocata in una nicchia. La lampada è rinchiusa in un cristallo, è come una stella dallo splendore abbagliante ed è accesa dall’olio di un ulivo benedetto … Luce su luce è Dio. Egli guida chi ama verso la sua luce».

E nel cristianesimo romano dei primi secoli – dopo che si era scelta la data del 25 dicembre per il Natale di Cristo (quella data era la festa pagana del dio Sole, nel solstizio d’inverno che segnava l’inizio dell’ascesa della luce, prima umiliata dall’oscurità invernale) – si inizierà nelle iscrizioni sepolcrali a definire il cristiano là sepolto come eliópais, «figlio del Sole».
Che si tratti di una visione squisitamente simbolica destinata a esaltare la rivelazione e la comunione tra la trascendenza divina e la realtà storica umana appare evidente in un passo sorprendente ma coerente dell’ultimo libro biblico, l’Apocalisse, ove nella descrizione della città ideale del futuro escatologico perfetto, la Gerusalemme nuova e celeste, si proclama: «Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà» (22,5). La comunione dell’umanità con Dio sarà allora piena e ogni simbolo decadrà per lasciare spazio alla verità dell’incontro diretto.

Fonti:


http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-01-18/dio-e-soprattutto-luce-081633.shtml?uuid=ABLQ4wfC&refresh_ce=1
http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/elioterapia.html

 

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.