I flussi dell’entropia: sono costruttivo o distruttivo?

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Ogni nostra azione, parola, scelta, ogni nostro gesto, pensiero, ha un peso sulla nostra vita. La qualità della nostra vita dipende da quanto io so essere costruttivo o distruttivo. E’ una scelta. Da ogni situazione posso trarre felicità, gioia se sono costruttivo, oppure sofferenza, dolore, se sono distruttivo. L’importante è ascoltarsi sempre ed agire di conseguenza. Trascrivo qui un pezzo del grande dott. Francesco Oliviero che ci illumina su questo argomento. Il pezzo è tratto dal suo libro Benattia – Significato della vita, senso della malattia e processo di autoguarigione, edito da Nuova Ipsa Editore.


“Tutte le informazioni presenti nel nostro campo individuale (risultato dall’interazione tra quelle presenti nell’Anima e nel campo mentale) condizionano ed intervengono nel nostro comportamento e in quello degli esseri mani con cui entriamo in relazione. Per tale motivo noi siamo la vera causa di ciò che ci accade. Quando un’informazione presente nel campo individuale di un essere umano è resa attiva dalla paura, essa condiziona in modo negativo il comportamento di tutti gli esseri umani con cui interagisce. Quindi tutto quello che compiono li esseri umani con cui interagiamo non è solo l’effetto delle loro libere scelte, ma anche della combinazione delle informazioni contenute nel loro campo individuale con il nostro.
Ogni struttura della materia ha un proprio campo individuale, anche un’autovettura; se il suo proprietario ha continuamente paura del furto, tale informazione viene trasferita al campo dell’auto, e potrebbe essere probabile che il campo individuale di un ladro, contenente informazioni distruttive, entri in risonanza con tale informazione, determinando una condizione tale da far verificare il furto dell’auto.
Ogni volta che qualcno sperimenta l’esperienza di un furto, di un’aggressione o di un’ingistizia che rimane impunita, dovrebbe cercare di capire che la realtà che vive nel proprio Paese è l’effetto di quanto ogni suo abitante ha fatto o non ha fatto per realizzarla. E’ inutile colpevolizzare un sistema che è in ogni caso parte di sè. Anche una sola persona può cambiare le sorti di un intero Paese, essendo costruttivo e contribuendo ad aumentare il numero di esseri costruttivi con cui viene in relazione.
Un maestro è chiunque, nel bene o nel male, ci dia l’opportunità di imparare qualcosa. Anche vivere esperienze distruttive con soggetti inseriti nel flusso dell’entropia distruttiva può costituire un’opportunità di vivere una grande esperienza costruttiva. La cosa più importante non è la realtà in cui viviamo, ma come reagiamo a quella realtà, che dipende solo da noi. Molti non credono in Dio perchè ogni volta che osservano fenomeni di ingiustizia, sofferenza e dolore, non credono che questi fenomeni, se esistesse Dio potrebbero e dovrebbero accadere.
La comprensione del reale significato del dolore, al di là delle apparenze, costituisce una delle prove più importanti che un essere umano ha l’opportunità di affrontare per acquisire la consapevolezza del reale significato della sua esistenza.
La nostra felicità non può mai dipendere da quello che gli altri possono fare per noi. Quello che gli altri ci fanno o non ci fanno dipende direttamente o indirettamente individualmente da noi, dalla storia della nostra Anima e da quella della nostra mente, da quello che siamo, che vorremmo essere e da quello che abbiamo paura di non essere.
Ogni persona ha in se tutto ciò che gli serve per essere felice. Ogni volta che cerca all’esterno qualcosa, senza essere consapevole che ciò che avviene all’esterno dipende da ciò che è dentro di sè, non fa altro che predisporsi a vivere nell’infelicità. Chi è nel flusso dell’entropia può avere con gli altri, comprese le persone a lui più legate, che magari sono ancora accecate dal loro campo mentale, comportamenti che non sono assolutamente quelli che si aspettano da lui. In effetti la cosa più importante della vita è la nostra vita stessa, per questo non possiamo sprecarla cercando di soddisfare le richieste di chi è ancora manipolato dalla propria mente.
Per illuderti di aiutare un altro basta fare ciò che quello si aspetta che tu faccia, ma questo può essere estremamente distruttivo, sia per te, sia per lui, anche se dà l’illusione di aver fatto qualcosa di buono. La cosa più costruttiva che possiamo fare per un’altra persona è di non fare quello che il suo campo mentale si aspetta da noi, agendo invece per quello che realmente pensiamo di lei, anche se è esattamente il contrario di quanto vorrebbe, anche a costo di farla soffrire. Purtroppo, per molti esseri mani, la sofferenza rimane lo strumento più efficace per permetter loro di vivere esperienze costruttive. Inoltre, per poter fare costruttive per gli altri, dobbiamo essere in grado, prima di tutto, di fare cose costruttive per noi, essendo totalmente indipendenti dagli altri. Non dobbiamo consumare la totalità della nostra energia vitale per convincere gli altri ad essere come vorrebbero che noi siamo, e non dobbiamo più avere sensi di colpa quando non ci riusciamo.”