Guarigione miracolosa da carcinoma dopo la visita al Santo

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C’è chi guarisce grazie al digiuno, chi guarisce con un’alimentazioni a base crudista, chi con gli estratti verdi, chi con la preghiera, chi con la macrobiotica, chi con la dieta paleo, chi con l’igienismo, chi con il fruttarismo, chi con il melarismo. Antonio, invece, è guarito da un carcinoma al fegato per l’intercessione di un santo. Le vie del Signore sono infinite. Questa storia sta a dmostrare che non c’è un’unica via di guarigione. Ce ne sono moltissime, l’importante è crederci.

La sua testimonianza è tratta dal sito https://it.aleteia.org/2017/10/19/il-cancro-sparisce-una-guarigione-miracolosa-ad-opera-di-santantonio/.

CARCINOMA AL FEGATO
Antonio Cataldi, un albergatore di 54 anni di Fondi, in provincia di Latina, si definisce “miracolato”. Ecco nello specifico quanto accaduto. All’uomo era stato diagnosticato un terribile carcinoma maligno al fegato definito dai medici inoperabile (Il Messaggero).

DIAGNOSI SENZA SPERANZA
La diagnosi era stata pronunciata dai medici dell’ospedale di Fondi e confermata dai medici del Policlinico Gemelli di Roma, nel 2007, una diagnosi questa che all’uomo è sembrata una vera e propria doccia gelata e così dopo essersi sottoposto a varie cure ha deciso di recarsi in pellegrinaggio alla tomba di Sant’Antonio, a Padova (Il Gazzettino).

SULLA TOMBA DEL SANTO
«Mia sorella Amalia – racconta l’uomo – che più volte era andata in pellegrinaggio a Padova, mi esortò a seguirla in un viaggio organizzato in pullman. Così, io che ero devoto del Santo, come mia madre, ma non ero mai stato alla sua tomba, andai alla Basilica» (LatinaToday.it). 

“SENTII UN FORTE BRUCIORE…”
«Insieme a mia sorella – ricorda Antonio – sostai davanti alla tomba e, mentre appoggiavo le mani sulla lastra di marmo, sentii un forte bruciore prendermi dall’inguine alla testa. Pochi secondi, che dovettero però alterare la mia espressione, perché Amalia mi chiese se stessi bene… È passato, è passato, risposi». Poi? «Basta. Tornammo a Fondi e mi parve di stare veramente bene; anzi, stavo decisamente bene».

“PREGO PER GLI ALTRI”
«Mi sottoposi ad altri esami e radiografie – prosegue – che mi erano stati prescritti. Era l’1 novembre e alla Tac nulla risultò. Mi trattennero al “Gemelli” per ben venticinque giorni, per ulteriori accertamenti, e tutto risultò negativo. Il professor Baroni, primario di oncologia disse che non sapeva spiegarsi il fenomeno» (www.iotibenedico.it).

Da allora, Antonio Cataldi, si reca ogni anno alla Basilica di Sant’Antonio a Padova per ringraziare del miracolo, a rendere grazie a Sant’Antonio e «a pregare…soprattutto per gli altri».

Beh, che dire, possiamo crederci, non crederci, pensare che siano solo invenzioni. Ognuno faccia ciò che meglo crede, ovviamente. 🙂

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.