Essere sè stessi, formula magica per stare in salute

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Stamattina stavo riflettendo  su quanto spesso deleghiamo la nostra felicità all’esterno. Preferiamo compiere scelte che soddisfano maggiormente gli altri prima ancora che noi stessi. Conformarci a ciò che vuole la società, a ciò che vuole nostro padre, nostra madre, è più importante di aderire alle nostre sensazioni, al nostro sentire più profondo che, se ascoltato, ci indica chiaramente quali sono le scelte più giuste per noi. E’ più importante ciò che dice il telegiornale, di ciò che dice il nostro Cuore. Se ci penso è una situazione un pochino triste. Questa è la strada verso l’infelicità.

E non sono qui di certo a dire che è colpa del complotto, del governo, dell’Unione Europea, della burocrazia, del fisco, del lavoro, di mio padre, di mia madre, dei massoni, degli alieni. La colpa è nostra dal momento che accettiamo una sottomissione psicologica ad essere ciò che non siamo. Diventiamo degli automi dal momento che ci costringiamo ad essere tristi perchè non esprimiamo il nostro Essere. Stamattina ero in una sala d’attesa di un ambulatorio medico del Servizio Sanitario Nazionale, ad accompagnare una persona, e le facce tristi che ho visto e l’atmosfera di tensione e paura che si poteva tagliare con il proverbiale coltello mi hanno fatto pensare che non ci sarebbe bisogno di questi ambulatori medici se noi tutti seguissimo il nostro Cuore. Cuore fa rima con Amore e non è un caso. Con le scelte del Cuore esprimiamo l’Amore, verso noi stessi e, di conseguenza, verso tutto il resto del mondo. L’Amore è guarigione spirituale e fisica. L’assenza di Amore è malattia. A volte si dice che ciò che muove il mondo sarebbe l’Amore. Credo sia vero. Se siamo noi stessi muoviamo l’energia dell’Amore. Non credo che quando stiamo male siamo tristi come conseguenza della malattia. Credo che ci ammaliamo perchè, in fondo al nostro cuore c’è un fondo di tristezza. Non ci siamo ascoltati fino in fondo. O comunque, in questo o quell’ambito non ci siamo ascoltati ed ecco qua la frittata! Il corpo esprime i nostri disagi e ce lo fa capire attraverso la malattia.
In questo post, avevo scritto che in sanscrito il termine salute corrisponde al significato di essere sè stessi. Questo la dice lunga sul pensiero orientale riguardante la salute. Non significa semplicemente non accusare alcun sintomo. Piuttosto implica il fatto di non imitare gli altri, non conformarsi, essere spontanei, genuini, liberi da schemi o condizionamenti. Questo porta alla salute come la intendiamo noi occidentali.

Un amico ieri mi ha prestato un libro Swami Roberto Casarin, un mistico veneto. Aprendo “a caso” il libro leggo:

“Al giorno d’oggi tantissime persone purtroppo si limitano soltanto ad aderire ad un’etica imposta dalla società, preoccupandosi unicamente di rispettarne passivamente le regole.
Molti pensano così di aver adempiuto agli obblighi morali, quando invece hanno soltanto trovato il sistema di sollevarsi dalle responsabilità di coscienza, limitando l’indagine sulla propria moralità a ciò che la società ha posto come schemi di bene e male.
La ricerca di questo tipo di morale è senz’altro gratificante perchè riscuote l’approvazione di tutti, ma se l’essere umano non si preoccupa di andare oltre la sua comodità, per ascoltare in ogni istante la coscienza al fine di essere veri, allora nega a sè stesso la possibilità di evolversi spiritualmente ricercando la propria autenticità interiore.
Dio è Verità Immutabile nel tempo e quindi la “morale sociale” non ha nulla a che fare con Lui, perchè essa è la giustificazione dei comportamenti di coloro che modellano le proprie scelte e azioni in funzione del mutevole contesto socio-culturale in cui vivono.”

E’ innegabile, il contesto in cui viviamo ci influenza molto e condiziona il nostro comportamento. Gli asili, le scuole, le università, ci addestrano ad essere dei bravi ingranaggi nel sistema che è stato creato. E’ tutto perduto? Direi di no. Cosa possiamo fare? Semplice: essere noi stessi con le nostre caratteristiche e le nostre peculiarità. Ascoltare il nostro Cuore, fare delle scelte controtendenza, non per essere degli anticonformisti a tutti i costi, ma per fare spazio alla nostra essenza. La vera sfida è essere noi stessi sul luogo di lavoro, per esempio, dove le pressioni della gerarchia della società sono maggiori e i ruoli determinanti nel riconoscere che tipo di persona sei. O meglio, che dovresti essere. Sì, perchè se rinunciamo ad essere automi e accettiamo di essere Esseri Umani, la musica cambia. Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti lo chiamerebbe l‘elemento umano nella macchina.

E così se ti piace fare qualcosa in controtendenza verso la massa, fallo. Se ti piace la musica classica, nell’era della musica tecnologica, non vergognartene. Se preferisci Antonello Venditti a Fedez, non farti problemi, non sei sbagliato. Se ti piace startene tranquillo in mezzo alla natura, piuttosto che andare a sballarti in discoteca, va tutto bene. Chi capirà la tua vera essenza non ti giudicherà e non ti abbandonerà. Anzi gettare la maschera ti aiuterà a trovare chi è simile a te!

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.