Dalla depressione all’illuminazione: cos’è accaduto ad Eckhart Tolle

331

L’avvento è già al giro di boa ed il Natale si avvicina. Tempo di profonde meditazioni in mezzo alla frenesia del periodo prefestivo, dove lo stress a volte ci sovrasta e dovremmo compiere un piccolo sforzo per non perdere di vista chi siamo. Eckhart Tolle, un grande dei nostri tempi ha da dirci qualcosa su “chi siamo”. La sua è un’esperienza incredibile, ma comunque alla portata di chiunque sia in grado di comprendere il suo insegnamento. Come molti grandi di oggi e di ieri, lo scrittore dei best sellers Il potere di adesso e Un nuovo mondo, ha fatto i conti per anni con il “male oscuro”, quel vuoto interiore che nessuno pare abbia capito da dove provenga. Lui sicuramente può illuminare l’argomento dall’alto della sua esperienza. La prima parte della sua vita è stata caratterizzata dalla depressione, con forti pensieri suicidi. Al 29esimo anno di età ha vissuto un’esperienza a dir poco fantastica, che lo ha portato, non solo a sconfiggere la sindrome depressiva, ma pure a raggiungere uno stato interiore di beatitudine, come solo i grandi sono riusciti a conoscere. Uno stato di benessere e di gioia continua, difficile da spiegare e da comprendere. Questa testimonianza è uno strumento preziosissimo per chi di depressione soffre e per chi pensa sia incurabile, per chi è dipendente dai farmaci e per chi pensa che non ci sia via di uscita. Uscire dalla depressione si può. Esistono numerose testimonianze a riguardo. Abbiamo già parlato nel nostro precedente post di una altro grande dei nostri tempi, Thich Nhat Hanh, il monaco vietnamita che prima di diventare un maestro spirituale, ha sofferto, a sua volta di depressione. In quest’altro post, abbiamo descritto l’esperienza di Tiziano Ferro e di come sia uscito vittorioso dalla lotta con il male oscuro. Quest’ultimo è da vedere come un’opportunità per compiere uno scalino evolutivo di notevoli proporzioni, sempre nell’ottica che l’Universo non ci pone mai di fronte a difficoltà più grandi di noi, ma solo dinanzi a sfide alla nostra portata. L’Universo vuole che superiamo questa sfida per comprendere di più, per aumentare la nostra consapevolezza. Se non uccide, fortifica.

TESTIMONIANZA diEckhart Tolle, tratta dal suo libro Il potere di adesso, rivisitato nel sito www.fisicaquantistica.it.

“Una notte, non molto dopo il mio ventinovesimo compleanno, mi svegliai nelle ore piccole con una sensazione di terrore assoluto. Molte altre volte mi ero destato con una tale sensazione, ma in quella circostanza era più intensa che mai. Il silenzio della notte, i vaghi contorni dei mobili nella stanza buia, il rumore lontano di un treno in corsa: tutto sembrava così estraneo, così ostile e così totalmente privo di senso da provocarmi un profondo disgusto per il mondo.
La cosa più disgustosa di tutte era però la mia esistenza. Che senso aveva continuare a vivere con questo fardello di infelicità? Perché proseguire questa lotta ininterrotta? Sentivo che una profonda brama di annullamento, di inesistenza, diveniva molto più intensa del desiderio istintivo di continuare a vivere.
“Non posso più vivere con me stesso”. Era questo il pensiero che continuava a ripetersi nella mia mente. Poi all’improvviso mi resi conto di quanto fosse strano. “Io sono uno o due? Se non posso vivere con me stesso, devono esserci due me: “io” e il “sé”, con cui “io” non può più vivere“. “Forse”, pensai, “soltanto uno dei due è reale”.
Rimasi così stordito da questa strana cosa di cui mi ero reso conto, che la mente mi si fermò. Ero del tutto cosciente, ma non vi erano più pensieri. Quindi, mi sentii attirato dentro quello che sembrava come un vortice di energia. Era un moto inizialmente lento e poi accelerato.
Fui colto da una paura intensa e il mio corpo iniziò a tremare. In quel momento, udii le parole “non opporre resistenza”, come se fossero state pronunciate da dentro il mio petto. Mi sentivo risucchiare in un vuoto che sembrava essere dentro di me anziché al di fuori. Improvvisamente, non ebbi più paura e mi lasciai cadere in quel vuoto. Non ricordo che cosa accadde dopo.
Fui svegliato dal cinguettio di un uccello fuori dalla finestra. Non avevo mai udito un suono simile. Avevo ancora gli occhi chiusi e vedevo l’immagine di un diamante meraviglioso. Sì, se un diamante potesse emettere un suono, sarebbe stato come quello che udivo io. Aprii gli occhi. Le prime luci dell’alba filtravano fra le tende. Senza pensarci, sentivo, sapevo che nella luce vi è infinitamente di più di quanto noi ci rendiamo conto. Quella luminosità morbida che filtrava attraverso le tende era l’Amore stesso.
Mi vennero le lacrime agli occhi. Mi alzai e mi aggirai per la stanza. Riconoscevo la camera, eppure capii di non averla mai vista veramente prima d’allora. Tutto era nuovo e incontaminato, come se fosse appena venuto alla luce. Presi in mano alcuni oggetti, una matita, una bottiglia vuota, meravigliandomi della bellezza e della vitalità di tutte le cose.
Quel giorno passeggiai per la città pieno di stupore per il miracolo della vita sulla terra, era come se fossi appena venuto al mondo. Per i successivi cinque mesi, vissi in uno stato ininterrotto di profonda pace e beatitudine. In seguito, l’intensità di tale sensazione diminuì o forse era solo una mia impressione, perché quello stato era diventato ormai la mia condizione naturale.
Sapevo ancora darmi da fare nel mondo, ma capivo che niente di ciò che potevo ‘fare’ avrebbe aggiunto alcunché a ciò che già possedevo. Sapevo naturalmente che mi era accaduto qualcosa di profondamente significativo, ma non lo capivo affatto.
Soltanto diversi anni più tardi, dopo aver letto testi di argomento spirituale e avere trascorso del tempo con alcuni maestri spirituali, mi resi conto che ciò che tutti cercavano a me era già successo. Capii che l’intensa pressione della sofferenza di quella notte, doveva avere costretto la mia coscienza ad abbandonare la sua identificazione con il sé infelice e profondamente timoroso, che in definitiva è un’invenzione della mente. Tale abbandono doveva essere stato così completo, che questo sé falso e sofferente era crollato subito, come un giocattolo gonfiabile a cui fosse stato tolto il tappo.
Allora, ciò che era rimasto era la mia vera natura di onnipresente ‘Io sono’: consapevolezza allo stato puro prima dell’identificazione con la forma. In seguito, imparai anche a entrare in quel regno interiore senza tempo e senza morte, che in origine avevo percepito come un vuoto e a rimanere pienamente consapevole. Dimoravo in stati di beatitudine e di sacralità indescrivibili, al cui confronto perfino l’esperienza originaria che ho appena descritto impallidisce.
Giunse un momento in cui per un certo periodo non mi rimase nulla sul piano fisico. Non avevo rapporti umani, né lavoro, né casa, né identità socialmente definita. Trascorsi quasi due anni seduto sulle panchine dei parchi in uno stato di gioia intensissima. Ma anche le esperienze più belle finiscono. E la cosa più importante che mi è rimasta, è quel senso profondo di pace che da allora non mi ha più abbandonato.
Talvolta è molto forte, quasi palpabile, e anche altri riescono a percepirlo. Altre volte sta da qualche parte in sottofondo, come una melodia lontana. In seguito qualcuno cominciò a venire da me a dirmi: “Voglio quello che hai tu. Puoi darmelo o mostrarmi come si fa ad averlo?” E io rispondevo: “Ce l’hai già. Non lo percepisci perché la tua mente fa troppo rumore”.”

Tratto da: “Il potere di adesso” di Eckhart Tolle

Si vedano anche i link ai seguenti articoli:

Guarire dalla depressione senza farmaci ed in modo del tutto naturale,

Da Paulo coelho un aiuto per superare la depressione,

Supera la depressione grazie ai fiori di Bach,

La depressione di Thich Naht Hahn,

La musica e la fede mi hanno guarito dalla depressione – Tiziano Ferro,

Il male di vivere ha preso anche Superman – Buffon racconta come ne è uscito,

Ecco perchè i social possono causare problemi psicologici