Da Paulo Coelho un suggerimento per superare la depressione

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Sono appena rientrato da un bellissimo viaggio in Portogallo e per intrattenermi durante il viaggio e nei trasferimenti vari ho scelto un libro dell’autore brasiliano (e quindi di lingua portoghese), il celebre Paulo Coehlo. Per l’occasione ho letto Adulterio un testo in cui il celeberrimo autore carioca tratta di un tema quanto mai attuale: la depressione.


Il suo libro è quantomento illuminante e narra le vicende di Linda, un’affermata giornalista svizzera che, nonostante la vita le abbia offerto quanto di meglio si possa desiderare – carriera, famiglia modello, vita agiata, etc. – sprofonda in uno stato di profonda apatia e di depressione. La storia, che risulta piuttosto scorrevole, vede impegnata la protagonista nella ricerca della felicità che sente poter afferrare quando incontra, dopo lunghi anni, Jacob, il suo primo amore durante l’adolescenza. Cominciano a rifrequentarsi, sebbene entrambi siano sposati, e ne nasce una storia adultera. E’ proprio qui che Linda comincia a sentirsi viva come una ragazzina alle prese con i primi amori. Attraverso le gioie (poche) e i dolori (molti) derivanti da questo amore impossibile, Linda cominicia a riprendere contatto con sè stessa. Scopre che per superare quello stato apatico e depresso avrebbe dovuto cominciare ad ascoltare sè stessa, il suo cuore, per risvegliare quell’Amore verso la vita che ci rende, appunto, vivi. Per ritrovare sè stessa, Linda prende alcuni apputamenti con degli psichiatri di Ginevra, ma sente di non potersi aprire completamente con loro, in quanto paiono più interessati a prescriverle pillole antidepressive piuttosto che ascoltarla con il cuore aperto. E’ così che finisce nello studio di uno sciamano cubano, il quale le dà delle prospettive completamente diverse sulle problematiche della sua vita. In particolare, questo “stregone” l’aiuta a comprendere che nessuno, tantomeno lui, avrebbe potuto guarirla dalla depressione, ma solo Dio avrebbe potuto farlo. Lei avrebbe solo dovuto avvicinarsi ad Esso, passando attraverso le tenebre della notte in cui stava vivendo. “In te vedo molte tenebre, ma anche tanta luce. E sono convinto che essa prevarrà” – le dice. Poi continua: “Di tanto in tanto, abbandonati alla notte, fermati a guardare le stelle e lasciati inebriare dalla sensazione dell’infinito. Con i suoi sortilegi, la notte è anche un cammino verso l’illuminazione. Proprio come il pozzo scuro sul fondo del quale c’è l’acqua che vince la sete, la notte porta con sè – celata tra le sue ombre – la fiamma che incendia le nostre anime, consentendoci di avvicinarci ai misteri di Dio. […] allontanandoci da Dio viviamo un’esistenza frammentata. Ci sforziamo di ritrovare l’unità, ma non conosciamo la strada per recuperare quella condizione: di conseguenza i nostri giorni sono caratterizzati da una costante insoddisfazione. La società determina e condiziona i nostri comportamenti, ci dice cos’è buono e cos’è cattivo ma questo non risolve il problema…”.

Attraverso l’adulterio, la protagonista riscopre l’Amore. Non verso il suo amante, bensì verso la vita, e inparticolare verso suo marito e la sua famiglia.
Chi conosce i testi di Coelho, sa, che per lui le esperienze di vita rappresentano qualcosa di più grande, dei passaggi, dei portali in cui avviene quella trasformazione alchemica che ci permette di “salire di un’ottava”, di fare quelle progressioni sul piano spirituale che hanno un peso reale sulla nostra esistenza. E’ un viaggio all’interno di noi stessi. Alchimia. Già, molti di voi ricorderanno il grande successo di Paulo Coelho, l’Alchimista, oppure Il cammino di Santiago. Entrambi narrano vicende umano, ma dietro ad esse sono nascosti (neanche tanto) dei significati alchemici che portano ad una reale trasformazione interiore, un’evoluzione, che ha risvolti tangibili sul piano materiale.
E’ ciò che accade in Adulterio. Linda, dopo varie sofferenze derivanti dalla sua storia con l’amante Jacob, decide di troncare la relazione adultera, evidentemente, dopo che aveva fatto dei passaggi importanti a livello interiore. Aveva attinto da quel pozzo scuro l’acqua che l’avrebbe dissetata, avvicinandosi a Dio. E riscopre così cosa è realmente importante per lei. Riscopre l’amore per il marito e, forse cosa ancor più importante, scopre l’amore per sè, per la vita. Lo fa attraverso un atto “psicomagico”, come lo definirebbe Jodorowsky. Decide infatti, insieme al marito, di fare un volo con il parapendio. Dopo le paure iniziali, si decide a compiere il salto nel vuoto e durante il volo, avviene la sua trasformazione alchemica, tant’è che contemplando le montagne e la vallata dall’alto, ha una visione d’insieme del Creato e comprende l’Eternità. Incontra un’aquila, con la quale crede di poter parlare. “Ecco questa è l’eternità” afferma l’aquila. “Nell’Eternità non esistiamo, siamo solo uno strumento della Mano che ha creato le montagne, la neve, i laghi, il sole. Attraverso il tempo e lo spazio sono tornata all’attimo in cui la materia è stata creata e le prime scintille sono saettate in tutte le direzioni. Sì voglio sentire la Santa Mano. […] Il mio cuore riempie ogni angolo dell’Universo. Vorrei trovare le parole per spiegare ciò che sento, per fissarlo nella mia memoria: passa un istante, e ogni mio pensiero svanisce – e ciò che era vuoto torna ad essere colmo. Il mio cuore ” – realizza Linda.


“Mio Dio, come posso continuare ad esistere qui per sempre?” chiede Linda. “E’ impossibile” replica l’aquila. ” Se tu rimanessi in questa condizione, dovresti abbandonare il mondo”. “Come potrò tornare nel mondo dopo aver sperimentato l’Eternità?” è  la successiva domanda  di Linda. La risposta dell’aquila-Dio è sconcertante nella sua semplicità: “Impegnati per essere te stessa”. Questa è la frase chiave del libro. Essere sè stessi è la condizione per vivere una vita paradisiaca su questa terra. Linda, nel racconto si è trovata più volte a dover raccontare bugie su bugie per nascondere la relazione con l’amante, per giustificare i ritardi a lavoro e le continue domande dei figli. Tutto questo mentire le ha create un buco, un enorme vuoto interiore che l’ha portata nel baratro dei problemi psichiatrici. Quindi il messaggio alchemico che esce da questo capolavoro di Coelho è: sii te stesso sempre, in ogni occasione e la vita ti sorriderà, la depressione sparirà e l’amore comincerà a scorrere nuovamente nelle tue vene. Le maschere che siamo costretti ad indossare nelle varie circostanze della vita letteralmente ci massacrano, ci uccidono. In fondo l’Amore piò vincere ogni cosa.
Questo di Coelho non è un semplice romanzo, è un messaggio che viene da chi, con molta probabiltà, conosce bene quel vuoto interiore chiamato depressione che, come nella migliore tradizione dell’autore brasiliano, viene trasformata in vita, amore, gioia, eternità.

A riguardo del tema della depressione si leggano anche i seguenti post su questo blog:
Eckart Tolle e depressione;
Tiziano Ferro e depressione;
Thich Nath Hahn e depressione;
Depressione e fiori di Bach;
la depressione è solo un sintomo;
depressione da social;
MCS e depressione;
problemi da amalgame mercurio;
luna piena e psiche.

Voglio rimarcare con forza che dalla depressione si può guarire senza farmaci ed in modo del tutto naturale. Mi metto a completa disposizione di chi volesse approfondire la tematica, essendo io, in primis, passato per questo mal di vivere e, nel limite del possibile, cerco di aiutare chi ne avesse bisogno. Grazie.