Ciò che sento è mio o di altri? Non sempre vale la “Legge dello Specchio”

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Ti è mai capitato che qualcuno ti abbia fatto soffrire con qualche atteggiamento o parola e che qualche “esperto” ti abbia fatto subito notare che tutto ciò che ti fa soffrire in un’altra persona, in realtà è dentro di te e che quindi chi ti ha ferito in realtà è solo una proiezione di ciò che sei tu? In pratica, se un amico ti fa arrabbiare perché si comporta in una certa maniera, in sostanza quello che sta sbagliando saresti proprio tu, in quanto la rabbia cova dentro di te. La chiamano “legge dello specchio”: l’altra persona, letteralmente, rispecchia un tuo lato che stenti a riconoscere e lo vedi solo nella persona che, appunto, ti fa da specchio. A me questa situazione è capitata più volte. Mi è stato detto che se sto male per qualcosa, il responsabile sono io. Questa “legge” è piuttosto spietata e la condivido solo in parte.

Certo, sono consapevole del fatto che tutto parte da me e se c’è qualcosa che mi irrita dovrei chiedermi perché, senza dare la colpa a qualcun altro. Ok, però non è sempre così e spesso la “legge dello specchio” è una vera e propria trappola, con il risultato che si finisce per fustigarsi inutilmente e diventare martiri. Perché dico questo? Perchè non sempre ciò che vediamo in una persona esterna a noi, è necessariamente una proiezione di noi. Anzi. La maggior parte delle volte non è così. Voglio dire: siamo esseri molto sensibili e funzioniamo come delle vere e proprie antenne. Specialmente le persone più sensibili ed empatiche sono più portate a “sentire” tutto ciò che c’è attorno ad esse. Una persona dotata di spiccata sensibilità – e non sono poche – percepisce, oltre alle proprie emozioni, che possono essere più o meno belle, anche le emozioni altrui. Qui la legge dello specchio non c’entra nulla. La settimana scorsa, parlavo con la mia amica L. e si discuteva su questo. Se assisto ad un episodio di violenza, poniamo caso uno stupro o un pestaggio, indubbiamente, se sono dotato di un briciolo di umanità, proverò una certa sofferenza, un certo dolore, un certo disagio. Ma questo non significa che lo stupratore e il violento rispecchino ciò che sono. Non finirò col pensare che sono uno stupratore. Proverò sofferenza perché mi metterò nei panni della vittima. Questo esempio è forse un po’ estremo. Tuttavia è solo per far comprendere il mio pensiero, ossia che la legge dello specchio vale fino ad un certo punto. Go Vegan - Vegan Mayo
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Molto spesso quello che “respiriamo” è solo l’energia di chi mi sta intorno, la quale, se sono anche un minimo sensibile, la percepisco. Fino a che non capisco chi sono realmente e quindi quali sono le mie reali emozioni, penserò che tutto ciò che sento sia mio. E invece può essere della persona con cui vivo, dei miei genitori, dei miei amici, del mio partner. Fino a che non faccio un lavoro per comprendere come sono fatto, risulta impossibile capire cosa viene da dentro e cosa proviene da fuori. Secondo la mia esperienza, per il modo a volte assurdo di vivere in socialità, chi è sensibile sarà continuamente “invaso” dalle energie più forti e più dense, di chi gli sta intorno. Il risultato? Il sensibile proverà sofferenze che non sono le sue. Certo, il discorso vale anche al contrario. Posso percepire delle bellissime sensazioni anche dall’esterno. Se ho accanto una persona felice, positiva e dalle buone vibrazioni, ne sarò contagiato pure io. Dipende da noi in che “loop” vogliamo stare. Quello positivo o quello negativo? Tutto ciò comporta anche delle responsabilità: così come io sento le vibrazioni altrui, anche loro sentono le nostre. Come sta il mio partner dopo una giornata con me? Si sentirà meglio? Peggio? Perché si è comportato in questo o in quel modo con me? Ognuno è responsabile delle proprie vibrazioni! Tutto ciò che succede attorno a noi è solo una conseguenza. Quello che abbiamo il dovere morale di fare è cercare di essere il più possibili felici e positivi, anche mettendo dei “paletti” alle invasioni esterne. C’è chi si lamenta continuamente che tutto gira storto, che tutti lo trattano male e via dicendo. Mi vien da chiederti: “Ti sei mai chiesto perché?”. Se tutto gira storto forse, la causa è da ricercare nel tuo stato d’animo. E perché il tuo stato d’animo è così “storto”?
In conclusione, cito u pensiero che l’amica L. mi ha fatto notare, dopo una ricerca sul web relativa alla “legge dello specchio”. Il fastidio mi sta semplicemente indicando che tra me e l’altra persona non c’è risonanza (o meglio, c’è un’ interferenza distruttiva); se poi delego questa mancanza solo all’altra persona inizia la Go Vegan - Vegan Carbonara
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proiezione.
Sono due fasi distinte che non andrebbero confuse.
Sentire che qualcosa non mi piace e non mi risuona – senza dare alcun giudizio – è una facoltà che andrebbe coltivata e sviluppata perché è un’ aspetto innato dell’ intelligenza silenziosa del nostro corpo. Il Sentire fondamentalmente è la capacità percettiva che ci permette di decifrare direttamente l’Energia che sta interagendo con noi, al di là e prima delle interpretazioni della nostra mente. Il Sentire è un canale di ascolto della nostra Anima e come tale andrebbe incoraggiato e allenato. Giudicare questo sentire o volerlo manipolare invece è tutt’altra faccenda. La nostra mente tende sempre a giustificare, comprendere e aggiustare ciò che non le piace e in questo modo crea confusione e dolore. Il giudizio è sempre in chi lo esprime e giudicare è cosa ben diversa da sentire. LA PROIEZIONE E’ SOLO NEL GIUDIZIO NON NEL SENTIRE. E’ nel giudizio che scopro parti di me che ho represso. Ci sono luoghi, situazioni, persone che a pelle non mi risuonano, che il mio corpo decodifica come incompatibili, questa è una cosa ma se poi mi sforzo di farmela piacere o peggio la giudico e attribuisco questa sensazione solo al fattore esterno allora c’è proiezione.
Quando riesco a vedere l’intero meccanismo senza volerlo correggere ne sono fuori e allora qualsiasi azione o risposta ne scaturirà sarà quella giusta.
(in corsivo ciò che è tratto dalla pagina https://www.facebook.com/giacovazzofrancesco/)

 

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.