Caparezza filosofo: “Devi fare quello che ti fa stare bene”

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Le cose più scontate sono, spesso, quelle che ci sfuggono. Il nostro stile di vita è sempre più frenetico, disordinato, innaturale. La maggior parte delle persone non sa più ascoltarsi, è sotto, è stressata, è stata trascinata in quel vortice di impegni, frenesia, appuntamenti, doveri, dal quale è difficile sottrarsi. Difficile, non impossibile! E chi lo dice? Capparezza, per esempio! Nella sua ultima hit, egli suggerisce a chiare lettere: “Devi fare quello che ti fa stare bene!”. Qualcuno sorriderà leggendo che il rapper di Molfetta viene qui elevato a filosofo. Certo, il paragone può sembrare azzardato, ma possiamo affermare che il cantante che a suo tempo ha scalato le hit parade con “Sono fuori dal tunnel”, è un filosofo moderno, così come la maggior parte dei cantautori.
Perchè parliamo di Caparezza in questo blog? Che c’entra? C’entra, eccome! Vi spiego perché. Qui si parla di salute, di benessere, in tutte le sue forme. Ben-essere, stare bene. Ho il sospetto che il titolo di questa canzone possa diventare lo slogan di questo blog. L’altra sera, ero con un’amica, Giulia. Ci eravamo appena incontrati al parcheggio, mentre per radio passava l’ ultimo successo di Michele Salvemini (questo il vero nome di Caparezza): “Devi fare quello che ti fa stare bene”. “Questa canzone è geniale” abbiamo pensato entrambi. Già il titolo dice tutto. Questa frase è un concentrato di saggezza allo stato puro! Sembra una banalità, ma è una frase grandiosa! Beh, ovvio – qualcuno può obiettare – che se fai quello che ti fa stare bene è meglio. Certo che è ovvio. Ma quanti lo fanno? Quanti hanno il coraggio di fare quello che fa stare loro bene? E soprattutto, quante volte lo fanno? Molte persone coltivano i loro interessi e le loro passioni e per questo sono più felici. Ma molte altre, purtroppo non ancora. Caparezza si fa portavoce di un messaggio importantissimo. Se facciamo ciò che ci piace gran parte dei nostri problemi scompare. Molte repressioni, dovute al dover fare cose che non piacciono o che ci sono imposte, non esisterebbero nemmeno più. Saremmo molto più felici e tranquilli, con minor bisogno di dover scaricare sul prossimo le nostre frustrazioni.
Leggendo le parole del testo, si scoprono altri concetti molto importanti, oltre che profondi. Ad esempio, “Pare che il brutto male nasca spontaneo da un conflitto irrisolto” è un verso della canzone che fa riferimento al fatto che c’è chi sostiene che le malattie nascano da un conflitto psicologico non elaborato (vedi le teorie sulle cinque leggi biologiche, formulate dal dr, Gerd Ryke Hamer). Tra le varie perle di saggezza di questo testo, anche “Sono tutti in gara e rallento fino a stare fuori dal tempo/Superare il concetto stesso di superamento mi fa stare bene”. In questi due versi si fa riferimento al fatto che la moderna società vive in uno stato di perenne competizione, di certo non propriamente sana. Nel video, mentre il rapper pronuncia queste parole, è su una pista di atletica che cammina, mentre tutti gli altri atleti in gara con lui lo superano. A lui non interessa. Certo, perché più siamo in competizione e più siamo stressati. La competizione è a tutti i livelli. Nel gioco, nello sport, nel lavoro, nelle relazioni.

 E allora… Devi fare quello che ti fa stare bene!

Non c’è altro da aggiungere..

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.