Auto-guarigione da metastasi con metodo Gerson

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Angie era alla fase terminale di un melanoma che era finito per metastasizzarsi. Quando non c’era più, in pratica, nulla da fare per la medicina convenzionale, Angie ha trovato un’altra strada: quella del metodo Gerson, ultima spiaggia, da provare in una clinica in Messico. detto, fatto.
A voi la testimonianza tratta dal sito www.metodogerson.org.

“Nel giugno del 2012 mi fu diagnosticato un melanoma nodulare al terzo stadio, localizzato sul  braccio destro, vicino alla spalla.
Fin dall’inizio mi fu detto che si trattava di un gran brutto tumore, dato che era situato ad una profondità di 3,2 mm, i linfonodi erano risultati positivi ed era una forma molto aggressiva di cancro. Feci un mese di trattamento con interferone che mi danneggiò il fegato, mandandomi in ospedale, i miei capelli caddero a ciocche e iniziai a vomitare sangue (mi era stato garantito che non ci sarebbe stato nessun effetto collaterale!). Inoltre, persi circa 8 chili di peso. Così scelsi di non proseguire questa cura devastante.
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Un mese dopo la fine del trattamento notai un nodulo sull’anca destra. Chiesi spiegazioni al mio medico di base che mi rispose che non c’era nulla di cui preoccuparsi. Quando però andai all’appuntamento successivo con il mio oncologo, verso la fine di marzo, mi prescrisse una biopsia, che purtroppo confermò invece la presenza di una nuova metastasi. A questo punto il mio tumore era entrato nella fase 4, cioè era terminale. L’oncologo mi disse che non c’era più nulla che potesse fare per me. Il suo unico consiglio fu quello di fare scansioni (PET) ogni 3 mesi e rimuovere i tumori man mano che sarebbero apparsi. Quando gli chiesi il perché di quella frequenza (ogni 3 mesi) mi rispose che questo era l’unico modo che lui conosceva per togliere un tumore alla volta, e non 20 alla volta! Compilò i miei documenti assicurativi certificando che  ero terminale.
Nel frattempo però avevo già fatto qualche ricerca e al mio ultimo appuntamento con l’oncologo gli dissi che stavo per andare in Messico per seguire la terapia Gerson. La sua unica reazione fu quella di alzare le mani e dire che non voleva sapere nulla al riguardo.
“Contattai immediatamente l’Istituto Gerson e mi fu detto nel giro di pochi giorni che la mia domanda di ingresso era stata accettata, ma che per il ricovero avrei dovuto aspettare fino all’11 maggio del 2013. I medici dell’Istituto Gerson ritennero che fosse opportuno rimuovere il tumore e così feci l’intervento prima di entrare in clinica.
Iniziai a seguire il Protocollo Gerson da sola per quattro settimane a casa, in modo da poter poi proseguire ufficialmente in clinica, dalla data prefissata per il mio ricovero dell’11 maggio 2013. Sono molto felice di dire che ho ripreso il mio peso e i miei capelli sono ricresciuti perfettamente. Ho seguito la terapia religiosamente per l’intera durata dei due anni e poi per i successivi ultimi dodici mesi ho seguito un protocollo Gerson appositamente modificato composto da 7 succhi e 2 caffè al giorno. Seguo ancora la dieta Gerson utilizzando i cibi approvati ma con il permesso di aggiungere alcuni alimenti in più dati i riscontri positivi del mio stato di salute generale. Ho sconfitto il mio cancro in 3 anni e conto di potermi considerare libera da esso per almeno per i prossimi 50!”

Angie Cooper

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Consulente in Naturopatia e Consulente Scientifico del Comportamento Alimentare ex art. 2222 e segg. c.c.